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Chiare dolci e fresche acque
Testi a cura di Guido Amiconi
Lo spettacolare salto delle acque dello Schioppo. 
Il fiume Liri, i monti e la strada nazionale. Storia di ieri e di oggi. 


La Valle Roveto, come tante altre, è di formazione geologica molto lontana nel tempo. La sollevazione delle Alpi e degli Appennini avvenne circa dodicimila anni fa, in blocchi enormi di forma cubica o di parallelepipedo. Nel mentre avvenivano le sollevazioni, ecco formarsi le valli, ove si verificavano pendenze per dare modo alle acque di defluire al basso. 
Alla base di quelle formazioni proprio l'operato delle acque attraverso i millenni, la cui incidenza si 6 sviluppata maggiormente nei periodi dei disgeli. Nelle formazioni montagnose dei Simbruini e degli Ernici (che conseguono) I'opera di scavo nei due versanti ha dato luogo ai fiumi Liri ed Aniene, i quali si avvalgono anche di affluenti a carattere torrentizio abbastanza ricchi di fresche e chiare acque. 
  
Si puo accedere dall'un versante all'altro attraverso il Passo di Sant'Antonio (tra Capistrello e Filettino) a 1650 m. I due versanti, boscosissimi, offrono una panoramica eccezionale per grandiosità ed estenzione di quella vegetazione mediterranea che ci fornisce moltissimo ossigeno e che oggi sta subendo incendi piu o meno dolosi. Che dire delle acque? Vengono giu abbondanti, rumorose, spumeggianti che ti invitano a sorseggiare. Sulle rive crescono erbe che quasi nascondono le acque stesse, erbe gonfie, dalle foglie ampie, dai fusti carnosi. 
Lo Schioppo, affluente del Liri, che salta e poi scorre ne1Ia omonima valle, offre uno spettacolo meraviglioso. E' il piu alto salto delle acque dell'Appennino; e visibile andando in treno sulla linea Avezzano-Sora e raggiungibile comodamente da Morino, inoltrandosi in un lungo budello laterale, che ti immette nel cuore del gruppo montuoso degli Ernici. Oltre l'abitato di Grancia, la spettacolarità aumenta, cosi il manto boscoso dei fianchi dei monti. 
  
Da Civita D'Antino, il balcone della valle, la vista spazia oltre ogni dire e si scorge nel fondo di essa, oscurato da nebbioline, il nastro argenteo a forma di lingua, precipitare. Fu quella valle, un giorno molto lontano, la strada per i greggi dei Marsi che andavano a svernare nella Campagna Romana. Subito dopo c'e la strada per Guarcino e Fiuggi, da cui passando per Valmontone, si giunge sotto i Colli Albani. 
La limpidezza di quella lingua di acqua, che scende per formare altri rivoli biancheggianti, dopo un bel salto dalla roccia a strapiombo, e eccezionale e la gente, nelle festività e ricorrenze estive e pasquali, vi si reca a trascorrere ore liete; la natura intorno si manifesta in tutta la sua forza e splendore, per cui ci si trova immersi in ambienti oltre che di rara bellezza, di salubrità, di ristoro e tonificanti dell'organismo. 
Ora la zona è protetta da leggi che ne difendono I'incontaminazione. Dal lato storico la Valle Roveto e stata sempre la porta di accesso alle terre degli uomini dei monti. Essa fu una delle vie che risalirono gli Indo-Europe i (vi transitavano gli abitanti autoctoni, stanziatisi poi nel Fucino). 
  
In tempo più recente, ma sempre nell'antichità, essa fu di facile accesso ai Greci per venire in contatto con Equi e Marsi. Gli Etruschi vollero frenare quella corsa verso il Nord dei Greci e fortificarono varie città, le cui mura sono ancora visibili, fino al Circeo. Anche i Marsi posero come ostacolo ad essi le fortificazioni di Antinum (Civita D'Antino) e di Lucus. Una strada collegava, via montagna, le due città, ancora transitabile nell'ottocento e fu percorsa dal viaggiatore inglese Lear. 
I Romani risalirono la Valle nell'anno 408, inseguendo Volsci e Marsi fino ad un castello sul Fucino (Lucus), ove fecero tremila progionieri. 
Durante la Guerra Sociale (91/89) gli eserciti romani, che bloccavano la valle, furono comandati da Messalla prima e poi da Sulpicio ed alle loro azioni e movimenti e legata la storia di Castronovo, Civitella Roveto, Capistrello ed altri centri. Per lo storico Appiano vi avvenne anche la prima battaglia, quella fra il console Rutilio (legato Caio Mario) e il condottiero italico Vetio Scatone. Per altri essa avvenne a Carsoii, sul Turano. 
  
Fu anche la strada percorsa dai volontari di Gariba1di che sfociando nei Campi Palentini, riuscirono a mettere in fuga il capitano borbonico La Grange, che stava martoriando Magliano dei Marsi e poi si rivolse a Tagliacozzo, con ia richiesta di rivoluzionari liberali. 
Fu sempre la strada statale 82 del Liri che, circa un secolo dopo, vide transitare le truppe tedesche per il fronte dr Cassino. Una strada che ha alle spalle secoli di storia, una strada che da anni attende di essere sostituita da una a scorrimento veloce. 
La Marsica e la Ciociaria e i due piu grandi centri commerciali Avezzano e Sora, ne potrebbero trarre grandi vantaggi economici.  
 
Testo tratto dal periodico "Radar-Abruzzo 
 
 

 
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